
Un incontro fatto di arte, relazioni e memoria culturale ha segnato l’inaugurazione della mostra “Paesaggi in attesa” dell’artista Salvatore Lovaglio, ospitata nei locali di Palazzo Fornari a Cerignola.
L’evento ha riunito artisti, rappresentanti del mondo culturale e istituzionale, in un clima di partecipazione che ha superato il semplice vernissage per trasformarsi in un momento di confronto sul valore dell’arte come narrazione del territorio.
Tra i presenti anche Antonio Daddario, presidente dell’associazione Motus, realtà che in passato con l’amministrazione comunale ha affidato all’artista, tramite bando pubblico, la realizzazione del monumento dedicato a Nicola Zingarelli in Piazza della Repubblica a Cerignola. Un’opera che, nonostante l’assegnazione e l’attenzione mediatica anche da parte della Rai, non risulta ancora realizzata.
L’arte come paesaggio dell’anima
La mostra si sviluppa attorno al concetto di “paesaggio” come interpretazione interiore della realtà. Le opere di Lovaglio non si limitano a rappresentare luoghi, ma li trasformano in linguaggi emotivi.
Durante la presentazione è stato sottolineato come ogni paesaggio possa essere letto come una traccia dell’animo umano, in cui colore e composizione diventano strumenti di racconto più che elementi estetici.
Un riferimento simbolico è stato dedicato anche a un aneddoto storico sul tessuto “Principe di Galles”, utilizzato per evidenziare come il colore, nella cultura visiva, sia sempre portatore di memoria e identità.
Il lavoro dell’artista tra laboratorio e visione
Nel corso dell’inaugurazione, il curatore della mostra Gianfranco Piemontese ha illustrato alcune opere, soffermandosi sul linguaggio tecnico e narrativo dell’artista.
Attraverso proiezioni video è stato inoltre mostrato il processo creativo di Lovaglio nel suo laboratorio, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sulla costruzione dell’opera artistica: un percorso che parte dall’idea e si trasforma gradualmente in immagine compiuta.
Un passaggio che ha contribuito a rafforzare l’idea della mostra come spazio di osservazione non solo del risultato finale, ma anche del processo creativo.
Il progetto del monumento a Nicola Zingarelli
Nel corso dell’evento è stato richiamato anche il progetto, già assegnato all’artista tramite bando, per la realizzazione di un monumento dedicato a Nicola Zingarelli in Piazza della Repubblica a Cerignola.
L’opera, che si inserirebbe nel contesto delle celebrazioni culturali legate ai cento anni del “Vocabolario della lingua italiana”, rappresenterebbe un ulteriore elemento di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino.
Si tratta di un progetto già presentato e oggetto di attenzione pubblica ma che ad oggi non risulta ancora realizzato.
Le parole dell’artista
Interpellato sul titolo della mostra, Lovaglio ha spiegato come il concetto di “attesa” non riguardi solo i paesaggi rappresentati, ma anche una condizione più ampia della contemporaneità.
Un tema già affrontato in una precedente esposizione all’Università di Foggia, intitolata “Paesaggi inimaginabili”, in cui l’artista rifletteva sulla trasformazione percettiva degli spazi e della realtà.
Un evento tra arte e territorio
La mostra “Paesaggi in attesa” resterà aperta fino al 26 aprile e si inserisce nel calendario delle iniziative culturali che stanno animando il territorio di Cerignola.
L’incontro si è concluso con un momento di saluto all’artista, accolto dal pubblico con interesse e partecipazione.
Un evento che conferma il ruolo dell’arte come elemento di connessione tra memoria, territorio e progettualità culturale.
