Un uomo ucciso in pieno giorno, in strada, sotto gli occhi di chi passava. A Foggia si torna a sparare e la città ripiomba in una dimensione che molti credevano superata.
La vittima, un personal trainer, è stata raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco. La dinamica suggerisce un’azione mirata, non un episodio casuale. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire movente e contesto, ma il dato più evidente è un altro: la percezione di insicurezza cresce più velocemente delle risposte istituzionali.
Negli ultimi anni, Foggia ha vissuto una fase altalenante: operazioni antimafia, arresti, segnali di presenza dello Stato. Ma episodi come questo riaprono una domanda scomoda: la criminalità è davvero sotto controllo o si è semplicemente trasformata?
Il punto non è solo capire chi ha sparato ma perché oggi si torna a farlo in modo così esposto. Quando la violenza torna visibile, diventa automaticamente anche messaggio.
E il messaggio, in questo caso, sembra chiaro: il controllo del territorio resta una partita aperta.
