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Morta Ornella Vanoni: addio alla Signora della musica italiana

DiRedazione

Nov 22, 2025

Dalla “Mala” alla Bossa Nova, dagli amori tormentati alla rinascita televisiva: ripercorriamo la vita straordinaria di un’artista che ha saputo essere tutto, senza mai smettere di essere se stessa.

Milano si è svegliata più silenziosa questa mattina. È morta Ornella Vanoni, una delle ultime, vere dive del nostro panorama culturale. L’artista si è spenta nella sua casa milanese all’età di 91 anni, colta da un malore improvviso che ha chiuso il sipario su una vita vissuta come un’opera d’arte: intensa, spregiudicata e, come amava dire lei, “senza fine”.

L’addio a un mito: le cause della morte

Secondo le prime ricostruzioni, la cantante è deceduta nella tarda serata di ieri, venerdì 21 novembre, a causa di un arresto cardiocircolatorio. I soccorritori, giunti nella sua abitazione nel cuore di Milano, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web, scatenando un’ondata di commozione sui social: da Fabio Fazio ai colleghi di una vita, l’Italia intera sta salutando colei che ha rappresentato la colonna sonora di intere generazioni.

Dagli esordi con Strehler alla “Cantante della Mala”

Nata a Milano nel 1934, borghese di nascita ma ribelle per vocazione, Ornella Vanoni non voleva fare la cantante. Fu l’incontro fatale con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro a cambiare il suo destino. Lui la plasmò, inventando per lei il personaggio della “cantante della Mala”: voce graffiante, storie di criminali e bassifondi, canzoni come Ma mi che divennero istantaneamente dei classici.

Ma Ornella era troppo grande per restare chiusa in un solo ruolo. La sua voce, riconoscibile tra mille per quel timbro nasale e sensuale, cercava la luce.

L’incontro con Gino Paoli e il successo pop

Se Strehler fu il maestro, Gino Paoli fu l’amore folle e creativo. Una relazione tormentata che regalò alla musica italiana capolavori assoluti. È in quegli anni che nasce Senza Fine, il brano che forse più di tutti la definisce.

La sua carriera discografica è stata un crescendo di intuizioni geniali. Non solo interprete raffinata, ma curiosa esploratrice musicale, Ornella Vanoni ha saputo:

  • Portare la Bossa Nova in Italia grazie alla collaborazione storica con Vinícius de Moraes e Toquinho (chi non ricorda La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria?).

  • Dare voce alla malinconia perfetta con brani come L’Appuntamento e Domani è un altro giorno.

  • Collaborare con il jazz d’autore, dialogando alla pari con giganti come Gerry Mulligan e Herbie Hancock.

L’ironia e la rinascita: icona anche per la Gen Z

Ciò che ha reso Ornella Vanoni unica, specialmente nell’ultima parte della sua vita, è stata la sua straordinaria capacità di non prendersi sul serio. Svestiti i panni della diva irraggiungibile, ha indossato quelli della donna libera, capace di dire tutto ciò che pensava senza filtri.

Le sue recenti apparizioni televisive, in particolare a Che Tempo Che Fa, sono diventate virali, trasformandola in un “meme vivente” amatissimo anche dai giovanissimi. I duetti con artisti contemporanei come Colapesce, Dimartino ed Elodie hanno dimostrato che la sua arte non aveva età.

Un vuoto incolmabile

Oggi perdiamo molto più di una cantante. Perdiamo una donna che ha insegnato l’eleganza del dolore e la forza dell’ironia. Ornella Vanoni lascia un’eredità discografica immensa e un vuoto umano difficile da riempire.

Come cantava in uno dei suoi brani più celebri: “Domani è un altro giorno, si vedrà”. Ma questo domani, senza la sua voce, sembra già un po’ più triste.


I Brani indimenticabili di Ornella Vanoni:

  1. L’Appuntamento

  2. Senza Fine

  3. Domani è un altro giorno

  4. Una ragione di più

  5. La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria

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