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FAI a Villa Bautier: pezzi di storia di Cerignola

DiRosaria Albanese

Mar 27, 2026

Ci sono luoghi che non si visitano.
Si attraversano, in silenzio, come se avessero qualcosa da raccontare.

È quello che è accaduto nelle campagne di Cerignola, dove il Casino San Lorenzo ha aperto le sue porte in occasione delle Giornate FAI di Primavera, promosse dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Non è stata soltanto una visita.
È stato un ritorno.

Tra i viali della tenuta, oggi Villa Bautier, si è respirata un’atmosfera diversa, fatta di passi lenti, di sguardi curiosi, di racconti sussurrati. Famiglie, associazioni, appassionati di storia locale: tutti lì, come se quel luogo appartenesse un po’ a ciascuno.

E in fondo, è così.


Una storia che non è solo di una famiglia

Quando Emanuele Cirillo Farrusi ha iniziato a parlare, il tempo ha cambiato ritmo.

Non era un discorso.
Era un racconto.

Quello di una famiglia che non si limitava a possedere una terra, ma la viveva. Che condivideva il lavoro, le fatiche, le giornate nei campi. Una famiglia che conosceva per nome i braccianti, che con loro divideva il tempo, le responsabilità, persino i conti.

C’era un tempo in cui le buste paga si compilavano a mano, in cui qualcuno firmava con una “X”, e in cui il lavoro non era solo fatica, ma relazione.

Un tempo in cui la distanza tra chi dirigeva e chi lavorava era più sottile di quanto si immagini oggi.

E mentre quelle parole prendevano forma, tra il pubblico si leggeva qualcosa di raro:
riconoscimento.

Perché quella storia non era lontana.
Era, in qualche modo, anche la loro.


La memoria che torna a vivere

Tra i ricordi emersi, anche quelli più intimi.

Una madre che giocava a tennis in un campo costruito per lei.
Le giornate trascorse tra la terra e le cantine.
Le stagioni che scandivano la vita, più degli orologi.

Frammenti di una quotidianità che oggi sembra distante, ma che in realtà è ancora impressa nella memoria collettiva di Cerignola.

Per questo l’emozione era palpabile.

Perché non si stava solo ascoltando la storia di una famiglia.
Si stava ritrovando un pezzo di sé.


Un luogo che oggi accoglie nuovi inizi

E poi c’è il presente.

Quel luogo che per anni ha custodito lavoro, relazioni, vita vissuta, oggi si prepara ad accogliere nuovi momenti.

Celebrazioni, incontri, promesse.

Non è un caso che, tra le parole emerse durante la giornata, una in particolare abbia colpito tutti:

“Se dovessi risposarmi, lo farei qui.”

Una frase semplice, ma densa di significato.

Perché racchiude il senso di un passaggio:
da luogo della memoria a luogo della celebrazione.


Cerignola che si ritrova

Le auto d’epoca, le biciclette, le associazioni, i volti noti e quelli nuovi.

Tutto ha contribuito a creare un’immagine diversa della città.

Una Cerignola capace di riconoscersi nella propria storia, di fermarsi ad ascoltarla, di restituirle valore.

Le Giornate FAI non sono state solo un evento.
Sono state una prova.

Che questo territorio ha ancora voglia di ricordare.
E forse, soprattutto, di ripartire da ciò che è stato.

Perché in fondo, tra quelle mura, non si è parlato solo di passato.

Si è capito che certi luoghi non smettono mai di vivere.
Cambiano voce.

E oggi, a Villa Bautier, quella voce sembra pronta a raccontare nuove storie.

Col FAI Villa Bautier tra passato e presente

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