CERIGNOLA – Due giornate intense, partecipate e tutt’altro che formali: la presenza della Fondazione Umberto Veronesi in città si è trasformata in un vero momento di confronto con gli studenti, capaci di sorprendere per attenzione, curiosità e consapevolezza.
L’iniziativa, ospitata nell’Aula Consiliare del Comune di Cerignola, ha coinvolto in due momenti distinti le scuole del territorio: nella prima giornata gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella seconda quelli delle scuole medie inferiori. Ed è proprio tra i più giovani che si è registrata una partecipazione particolarmente vivace.
Studenti attenti e già consapevoli
Domande puntuali, interventi spontanei e una sorprendente familiarità con concetti come proteine, grassi, equilibrio alimentare: i ragazzi hanno dimostrato di possedere già una base importante su cui costruire una maggiore consapevolezza, acquisita grazie alle buone pratiche riportate dalla dirigente scolastica Don Bosco-Battisti, Teresa Lapiccirella e oggi adottate nelle scuole.
A guidarli in questo percorso la biologa nutrizionista Elena Dogliotti, supervisore scientifico della Fondazione Veronesi, che ha saputo tradurre temi complessi in un linguaggio semplice e diretto, offrendo indicazioni pratiche su quali alimenti privilegiare e come orientarsi nelle scelte quotidiane.
Sport, regole e crescita: il messaggio della scuola
Accanto all’alimentazione, centrale anche il tema dell’attività fisica.
Nel corso delle due giornate, le docenti Michela Carlucci (martedì 24 marzo) e Pia Tribuzio (mercoledì 25 marzo) hanno posto l’accento sul valore dello sport, non solo come strumento di benessere fisico ma come palestra di vita, capace di trasmettere regole, disciplina e senso di responsabilità.
Un messaggio rafforzato anche dagli interventi istituzionali.
Le istituzioni: lo sport come riscatto sociale
Ad aprire la prima giornata è stato il sindaco Francesco Bonito, mentre nella seconda è intervenuta l’assessore allo Sport Teresa Cicolella, che ha annunciato nuove opportunità per i giovani del territorio, con la possibilità di avvicinarsi a discipline come la scherma e il tiro con l’arco.
Entrambi hanno sottolineato come lo sport rappresenti molto più di un’attività fisica: uno strumento concreto per contrastare la dispersione scolastica e i fenomeni di devianza ma anche una leva di crescita personale e collettiva.
Una visione chiara: lo sport come moneta di riscatto per il territorio e come punto di partenza per imparare a vivere meglio in società.
Un ponte tra scienza e territorio
L’iniziativa si è rivelata anche un’occasione per creare un dialogo tra il rigore scientifico della Fondazione e l’identità locale.
“Grazie al contributo degli sponsor, Tutti Pazzi per la Pizza, Cellamaro, Hotel Grieco, I Sapori di Rosa e ‘U Vulesce, la dottoressa Dogliotti ha avuto modo di conoscere più da vicino l’ospitalità, la cucina del territorio, le abitudini locali e le tradizioni gastronomiche, in un confronto che ha arricchito ulteriormente il senso dell’iniziativa: coniugare cultura scientifica e cultura del territorio” ha commentato la presidente dell’associazione promotrice “Costruire”, Chiara Castaldi.
Un successo che guarda al futuro
La due giorni della Fondazione Veronesi lascia in eredità molto più di un semplice incontro formativo: consapevolezza, strumenti e nuovi stimoli per i più giovani.
Perché, come emerso chiaramente durante gli incontri, il benessere non è un concetto astratto, ma il risultato di scelte quotidiane. E a Cerignola, almeno per due giorni, queste scelte sono state al centro di un dialogo concreto tra studenti, scuola, istituzioni e scienza.
