Nelle prime ore dell’alba la Polizia di Stato ha fatto scattare un’imponente operazione antidroga nella cosiddetta Città Bianca. A Ostuni gli uomini della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato locale, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno eseguito 25 misure cautelari: 24 persone sono state condotte in carcere, una posta agli arresti domiciliari.
Un’azione coordinata che ha mobilitato oltre 150 operatori, con il supporto della Polizia Scientifica, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile, degli artificieri, dei tiratori scelti della Polizia di Frontiera e di un elicottero del Reparto Volo di Bari.
L’operazione, denominata “Clean”, conclude una lunga e complessa indagine che ha portato allo smantellamento di due associazioni criminali attive nel traffico di cocaina, hashish e marijuana nel territorio di Ostuni.
Le indagini sono partite nel 2022 dal Commissariato di Ostuni, con la Procura di Brindisi, e sono poi confluite nelle attività della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, che ha coordinato gli sviluppi investigativi insieme alla Squadra Mobile.
Secondo quanto emerso, in città operavano due organizzazioni distinte ma collegate, guidate da figure già inserite nel contesto della criminalità organizzata.
La prima era capeggiata da due fratelli, determinati ad ampliare il giro d’affari della droga e ad assumere il controllo delle piazze di spaccio. Un progetto perseguito anche attraverso azioni violente e intimidatorie, con l’obiettivo di imporre una gestione monopolistica del mercato degli stupefacenti.
Gli investigatori descrivono una struttura ben organizzata e radicata sul territorio, con una rete di pusher e collaboratori pronta a intervenire per sostenere gli interessi del gruppo. Tra i metodi utilizzati per consolidare il potere criminale: spedizioni punitive e incendi di autovetture, azioni dimostrative destinate a intimidire rivali e consolidare il controllo delle attività illecite.
La seconda organizzazione, invece, faceva capo a una coppia di coniugi, anch’essa conosciuta negli ambienti criminali della provincia di Brindisi e in contatto con soggetti legati alla criminalità organizzata.
Le indagini hanno evidenziato come i due gruppi agissero con una regia comune, condividendo strategie e metodi per mantenere il controllo del territorio e del traffico di stupefacenti.
Un lavoro investigativo lungo e articolato, condotto soprattutto attraverso intercettazioni, sistemi di videosorveglianza e localizzatori GPS, ma anche con pedinamenti e appostamenti che hanno permesso agli investigatori di raccogliere numerosi riscontri.
Nel corso dell’inchiesta otto persone sono state arrestate in flagranza di reato e sono stati sequestrati 2,7 chilogrammi di cocaina, 2,1 chilogrammi di hashish e 350 grammi di marijuana.
Le indagini hanno inoltre permesso di ricostruire una serie di episodi particolarmente gravi, tra cui incendi dolosi ai danni di autovetture e immobili e tentativi di estorsione collegati al recupero di somme legate allo spaccio di droga.
Tra gli episodi documentati anche atti intimidatori contro due avvocati, in un caso finalizzati a costringere il legale a rinunciare alla difesa di un uomo arrestato con due chilogrammi di cocaina, che aveva deciso di collaborare fornendo dichiarazioni utili alle indagini.
L’operazione di oggi rappresenta dunque un colpo significativo alle reti di traffico di stupefacenti attive nella città di Ostuni, riportando alla luce un sistema criminale che per anni avrebbe tentato di imporre il proprio controllo sul territorio attraverso violenza, intimidazioni e affari milionari legati alla droga.
