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Sparatoria in discoteca a Bisceglie: ucciso 42enne, forse clan Strisciuglio

DiRedazione

Apr 19, 2026

Panico nel locale “Divine Club”: spari tra la folla, vittima colpita alla gola. Indagano i Carabinieri, ipotesi regolamento di conti. Almeno 4 colpi esplosi all’interno della discoteca gremita. La vittima, con precedenti per droga, era ritenuta legata al clan barese. Sequestrato il locale, caccia ai responsabili.

Notte di sangue nel Barese: spari in pista e un morto

Notte di violenza nel nord barese, dove una sparatoria all’interno di una discoteca ha provocato la morte di un uomo ritenuto vicino alla criminalità organizzata.

Il fatto è avvenuto nelle prime ore del 19 aprile 2026 in un noto locale notturno di Bisceglie, il “Divine Club” (ex Divinae Follie), affollato per un evento con centinaia di persone presenti.

Secondo una prima ricostruzione investigativa, intorno alle 3:55 sarebbe scoppiata una lite tra più persone degenerata rapidamente: almeno due individui armati avrebbero aperto il fuoco, esplodendo quattro colpi di pistola in mezzo alla folla, seminando il panico.


Chi è la vittima

A perdere la vita è stato Filippo Scavo, 42 anni, residente a Bari e già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo:

  • aveva precedenti legati allo spaccio di stupefacenti
  • era stato coinvolto in un’operazione antimafia nel 2015
  • aveva scontato una condanna definitiva a circa 7 anni di carcere

Secondo gli investigatori, sarebbe stato vicino al Clan Strisciuglio, una delle organizzazioni criminali più radicate nel capoluogo pugliese.

Un dettaglio ritenuto significativo: al momento del ritrovamento, la vittima aveva con sé migliaia di euro in contanti.


I soccorsi: inutile la corsa in ospedale

Dopo gli spari, l’uomo è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime.

Colpito da un proiettile alla base del collo, è giunto al pronto soccorso in arresto cardiaco. Nonostante i tentativi di rianimazione, il decesso è stato dichiarato intorno alle 4:40.

Non risultano altri feriti, ma solo per circostanze fortuite si è evitata una strage.


Indagini in corso: pista mafiosa e regolamento di conti

Sul caso indagano i Carabinieri, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Le ipotesi investigative si concentrano su:

  • un possibile regolamento di conti
  • contrasti legati al traffico di droga
  • equilibri tra gruppi criminali locali

Gli inquirenti stanno:

  • acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza
  • identificando i partecipanti alla lite
  • verificando la presenza di più armi nel locale

L’area è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici.


Il clan Strisciuglio: radicamento e affari

Il Clan Strisciuglio rappresenta una delle realtà criminali più strutturate del territorio barese.

Nato come diramazione di altri gruppi storici, negli anni ha consolidato la propria presenza soprattutto nei quartieri popolari di Bari, estendendo la propria influenza anche nella provincia.

Le principali attività:

  • traffico e spaccio di droga
  • estorsioni
  • controllo del territorio
  • gestione del gioco illegale

Gli investigatori lo considerano un clan dinamico, caratterizzato da forte capacità di rigenerazione e da frequenti tensioni interne.


Sicurezza nei locali: precedenti e misure già adottate al Divine Club

L’episodio riaccende con forza il tema della sicurezza nei locali notturni, soprattutto alla luce di precedenti che avevano già reso necessario innalzare il livello di controllo proprio nel locale di Divine Club.

Secondo quanto emerso, nella discoteca erano stati introdotti metal detector all’ingresso proprio in seguito a episodi di violenza verificatisi negli anni precedenti, legati anche a tensioni tra gruppi criminali. Tuttavia, nella notte della sparatoria i dispositivi fissi non erano attivi e sarebbero stati utilizzati soltanto strumenti manuali in dotazione alla sicurezza privata.

Un elemento che, inevitabilmente, solleva interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla gestione degli accessi in un contesto già considerato sensibile.

Le stesse indagini antimafia degli ultimi anni avevano infatti evidenziato come discoteche e locali della movida barese siano diventati luoghi ricorrenti di scontro tra esponenti di clan, con risse, aggressioni e tragedie sfiorate già registrate in passato.

Non a caso, il nome della vittima compare in diversi atti giudiziari relativi a episodi avvenuti proprio in locali pubblici, a conferma di una dinamica consolidata: quella dei luoghi di aggregazione trasformati, talvolta, in scenari di regolamenti di conti.

In questo quadro, l’omicidio di Bisceglie non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un fenomeno più ampio che continua a preoccupare investigatori e istituzioni: la progressiva infiltrazione delle dinamiche criminali nei contesti del divertimento notturno.

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