CERIGNOLA – Il presidente dell’Associazione Feste Patronali, traccia un bilancio dell’edizione appena conclusa e annuncia la sua disponibilità a candidarsi alla guida della città.
Presidente De Cosmo, si sono appena concluse le festività patronali. Che bilancio si sente di fare?
È un bilancio estremamente positivo. Abbiamo vissuto giorni intensi, con migliaia di persone in strada, grandi eventi, momenti religiosi, spettacoli e occasioni di aggregazione che hanno coinvolto l’intera comunità ma, soprattutto, abbiamo visto una città viva, partecipata e orgogliosa di sé stessa.
La soddisfazione più grande è aver ricevuto tanti attestati di stima da cittadini, visitatori e operatori economici. Significa che il lavoro svolto in questi mesi è stato percepito e apprezzato.
Oltre all’aspetto celebrativo, quale impatto hanno avuto le feste sulla città?
Le ricadute sono state evidenti. Alberghi, bar, ristoranti, attività commerciali, ambulanti e operatori del settore hanno lavorato intensamente. Le feste patronali non rappresentano soltanto un momento di devozione e tradizione ma anche un importante motore economico.
Quando una città riesce ad attrarre persone e a creare occasioni di incontro, genera movimento, economia e opportunità. Credo che quest’anno questo sia stato particolarmente evidente.
Ulteriore attestazione sono le collaborazioni nate durante le festività che già hanno aperto la porta a futuri progetti. Anche il tanto contestato De Martino ha promesso di tornare a Natale per un evento dedicato all’Ospedale Tatarella e lo farà a sua fatica e sue spese.
A proposito di spese, cosa risponde a chi sui social ha contestato le cifre investite per il calendario degli spettacoli?
Capisco le perplessità, perché quando si sente parlare di decine o centinaia di migliaia di euro è normale chiedersi da dove arrivino quei soldi.
La prima cosa che voglio chiarire è che non sono stati utilizzati soldi dei cittadini per organizzare gli spettacoli. Non abbiamo tolto risorse ad altri servizi e non abbiamo gravato sulle casse comunali.
Abbiamo invece costruito un sistema che ha coinvolto le aziende del territorio. Come molti sanno, sono commercialista e ho voluto mettere questa esperienza al servizio della città. Trasformando la Deputazione Feste Patronali in Ente del Terzo Settore abbiamo dato alle imprese la possibilità di sostenere la festa ottenendo, allo stesso tempo, i benefici fiscali previsti dalla legge.
Detto in parole semplici: un imprenditore che decide di investire nella festa non fa soltanto una donazione ma sostiene un progetto per la città attraverso uno strumento che gli riconosce un vantaggio fiscale. È una formula che conviene a tutti.
In che senso conviene a tutti?
Perché quelle risorse non restano ferme e non vanno altrove: tornano sul territorio.
Si trasformano in eventi, in persone che arrivano in città, in famiglie che passeggiano per le strade, in clienti per bar, ristoranti e negozi. Si trasformano in economia e in socialità.
Io credo che la vera domanda non sia quanto è costato organizzare la festa ma quanto ha portato alla città. E credo che quest’anno i risultati siano stati sotto gli occhi di tutti.
Quindi non parla di una spesa?
Parlo di un investimento sulla comunità.
Se con risorse private riusciamo a creare lavoro, movimento economico, occasioni di incontro e un’immagine positiva di Cerignola senza chiedere un euro in più ai cittadini, allora significa che abbiamo trovato una strada intelligente per valorizzare il nostro territorio.
Insomma il mondo imprenditoriale ha avuto un ruolo importante.
Assolutamente sì. Senza il sostegno degli sponsor e delle aziende del territorio molte iniziative non sarebbero state possibili.
A loro va la mia gratitudine personale e quella dell’intera città. Hanno creduto nel progetto e hanno investito in un evento che appartiene a tutti.
Al contempo molte attività hanno registrato benefici importanti durante quei giorni e questo ci fa piacere, perché l’obiettivo era proprio generare valore per il territorio.Per il futuro mi piacerebbe vedere una partecipazione ancora più ampia. Le feste patronali sono un patrimonio collettivo e credo che ogni genere di impresa possa dare un contributo, anche piccolo, per renderle sempre più belle e attrattive.
Quando una comunità investe su sé stessa, i risultati arrivano per tutti.
Dopo lo scoglio economico vi è quello organizzativo nella realizzazione di eventi di questa portata. Chi altri dobbiamo ringraziare?
Sono davvero tante le persone che meritano un ringraziamento.
Innanzitutto l’amministrazione comunale e i dirigenti degli uffici coinvolti, che hanno affrontato con grande professionalità tutte le complessità organizzative e autorizzative.
Un ringraziamento va poi alla Polizia Locale, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, agli operatori del soccorso e a tutti coloro che hanno garantito sicurezza e assistenza.
Abbiamo ospitato eventi importanti e gestito flussi considerevoli di persone ma tutto si è svolto in maniera ordinata e senza particolari criticità. Questo non accade per caso: è il risultato di una macchina organizzativa che ha lavorato in perfetta sinergia.
Quest’anno si è parlato molto anche del clima di serenità vissuto durante le festività.
È vero e credo sia un aspetto che merita attenzione.
Spesso Cerignola viene raccontata soltanto attraverso episodi negativi. In quei giorni, invece, abbiamo mostrato il volto migliore della nostra città: famiglie in strada fino a tarda sera, giovani che si divertivano, piazze piene e un clima di assoluta tranquillità.
È stato un messaggio importante anche per chi viene da fuori. Cerignola non è soltanto ciò che troppo spesso finisce nelle cronache.
In molti, proprio durante le feste, hanno iniziato a vederla in un ruolo diverso da quello di organizzatore.
Mi è capitato più volte.
Una signora mi ha fermato per complimentarsi e, sorridendo, mi ha detto: “Adesso però occupati anche del problema dei rifiuti”.
L’ho presa come una battuta affettuosa ma dentro quella frase c’è un ragionamento interessante: quando i cittadini vedono risultati concreti, iniziano a chiederti di occuparti anche di altro.
Ed è anche per questo che ha deciso di ricandidarsi a sindaco?
Sì.
Negli anni ho imparato che le cose si possono realizzare quando si ascoltano le persone, si costruiscono relazioni e si mettono insieme competenze diverse.L’esperienza delle feste patronali mi ha insegnato che Cerignola possiede energie straordinarie. Bisogna soltanto creare le condizioni perché possano esprimersi.
Per questo ho deciso di mettere a disposizione della città la mia esperienza e la mia visione, candidandomi a sindaco. Sono anche aperto a confrontarmi con chi nel centro-destra ha la stessa intenzione e la stessa visione.
In questi giorni il Senato ha approvato l’emendamento che reintroduce le preferenze. Come giudica questa novità?
Credo sia un passo nella giusta direzione perché restituisce ai cittadini una parte della scelta sui propri rappresentanti.
Naturalmente nessuna legge, da sola, può risolvere i problemi della politica. La differenza la fanno sempre le persone. Però ritengo positivo che chi si candida debba tornare a confrontarsi con i cittadini, con le associazioni, con i quartieri e con le realtà produttive del territorio.
Quando il consenso si costruisce stando tra la gente e ascoltandone i bisogni, la politica diventa più responsabile e più vicina ai problemi reali.
In questi anni ho imparato che i risultati arrivano quando si ascolta il territorio prima di prendere decisioni e quando si costruiscono relazioni tra istituzioni, cittadini e imprese. È questo il metodo in cui credo.
Lei parla spesso di territorio. Perché ritiene che questo aspetto sia così importante?
Perché le comunità non si amministrano da dietro una scrivania.
Le decisioni migliori nascono quando si conoscono personalmente i problemi, quando si incontrano i cittadini, quando si ascoltano commercianti, famiglie, giovani, associazioni e imprese.
Chi vive il territorio ogni giorno riesce a comprenderne meglio le esigenze e, soprattutto, può essere giudicato dai risultati che produce. È lo stesso nel mio lavoro, è stato così nell’esperienza di presidente della Deputazione.
Quale sarà il principio che guiderà il suo percorso?
Una parola semplice: presenza.
Essere presenti tra la gente, ascoltare, confrontarsi, trovare soluzioni e costruire una comunità che torni a credere nelle proprie possibilità.
Le feste patronali hanno dimostrato che quando Cerignola fa squadra riesce a dare il meglio di sé. Vorrei che quello spirito diventasse il metodo con cui amministrare la città ogni giorno dell’anno.
