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A Stornara il merito non è un voto: è un invito a volare

DiRedazione

Ago 28, 2026

Tra orgoglio, cultura e futuro, la comunità di Stornara ha celebrato i suoi giovani più brillanti.  In piazzetta,  anche il sindaco Roberto Nigro, che ha annunciato la decisione di non ricandidarsi, e il professor Trifone Gargano, docente dell’Università di Bari, protagonista di un intervento appassionato sul valore della conoscenza e sul coraggio di partire.

C’è qualcosa di intimamente simbolico nel celebrare i giovani proprio in una piazzetta rinata, restituita alla comunità e trasformata in uno spazio di incontro. Martedì 25 agosto, a Stornara, la Premiazione dei Centisti è stata molto più di una cerimonia dedicata ai risultati scolastici: è diventata una serata sul merito, sulle scelte e, soprattutto, sul futuro.

A dare il benvenuto ai ragazzi, ai loro genitori e ai cittadini accorsi, è stata l’assessore alla Cultura Adriana Russo, che ha voluto sottolineare il valore di un risultato costruito attraverso «impegno, serietà e costanza». In un tempo dominato dalla velocità e dall’idea che tutto debba essere facile e immediato, ha detto Russo, questi ragazzi hanno scelto «la strada più bella e più difficile», quella dello studio e della fatica. Il loro successo, ha ricordato, non appartiene soltanto a loro, ma anche alle famiglie, agli insegnanti e all’intera comunità.

Un messaggio semplice, ma tutt’altro che scontato: il merito non è soltanto un numero scritto su un diploma, ma un percorso fatto di disciplina, curiosità e capacità di non accontentarsi. E proprio da qui è arrivato l’invito dell’assessore ai giovani: studiare, viaggiare, sbagliare e ricominciare, senza dimenticare educazione, rispetto e amore per la propria terra.

La serata, però, ha assunto anche un significato politico. Nel suo intervento, il primo cittadino Roberto Nigro ha infatti richiamato la lettera aperta, con cui ha comunicato la decisione di non candidarsi alle prossime elezioni. Dopo venticinque anni di impegno politico, vissuti attraverso diversi ruoli istituzionali fino alla carica di primo cittadino, Nigro ha parlato di una scelta maturata anche davanti alla «stanchezza fisica e mentale».

Parole che hanno trovato nella piazzetta un luogo quasi emblematico. Il sindaco ha ricordato come quello spazio, un tempo abbandonato e utilizzato anche come luogo di bivacco, sia stato trasformato grazie a un finanziamento regionale, in un luogo capace di ospitare iniziative e vita comunitaria. Un esempio, nella sua lettura, di ciò che Stornara può diventare quando le risorse vengono utilizzate per il bene comune.

Nigro ha poi affidato ai presenti quello che ha definito il messaggio della propria amministrazione: legalità, onestà, senso del dovere e tutela del bene pubblico. Perché amministrare, ha spiegato, significa portare sulle proprie spalle le necessità di un’intera comunità, affrontando difficoltà economiche, infrastrutturali e culturali senza nascondersi.

Poi è arrivato il professor Trifone Gargano, e il registro della serata è cambiato. La sua è stata una vera incursione nella letteratura, capace di passare da Dante a Baricco, da Baudelaire ad Alfonso Gatto per rivolgersi direttamente ai ragazzi.

Il suo messaggio è stato netto: non lasciatevi imprigionare dalla paura di partire. Gargano ha messo in discussione l’idea della «restanza» quando diventa una gabbia, invitando i giovani a uscire dalla cameretta, andare in giro, conoscere il mondo, scegliere e persino sbagliare. Perché, ha ricordato, «errare» non significa necessariamente fallire: significa anche andare, cercare, mettersi in cammino.

E proprio qui è comparsa una delle immagini più belle della serata: quella del volo. Gargano ha raccontato la storia del pianista Novecento, incapace di scendere dalla nave, davanti all’immensità di New York. Una metafora potente per spiegare quanto possa essere difficile scegliere quando davanti a noi si apre un mondo apparentemente infinito. Ma, per i ragazzi di oggi, la conclusione del professore è stata opposta: scendere dalla nave bisogna farlo.

Partire non significa dimenticare le proprie radici. Significa, semmai, acquisire la distanza necessaria per guardarle meglio. «Andar via non significa recidere», ha spiegato il docente, ma può significare conquistare «una visione dall’alto», per poi tornare e contribuire a cambiare il proprio paese.

A illuminare ulteriormente questo concetto è stata una frase del poeta Alfonso Gatto, ricordata durante l’intervento: «Cadrò, cadrò sempre fino all’ultimo giorno della mia vita, ma sognando di volare». Una frase che sembra cucita addosso ai ragazzi premiati: perché il futuro non promette una strada senza cadute, ma può promettere la libertà di continuare a tentare.

E allora il senso della serata forse sta proprio qui. Non nel 100, nel 110 o nella lode, ma in ciò che quei numeri possono rappresentare da domani. La scuola insegna a raggiungere un traguardo, la vita insegna che dopo ogni traguardo ce n’è un altro da immaginare.

Sono stati premiati, per la Scuola Secondaria di I grado, Silvia Gatta, Armando Nigro, Agnese Maria Pesce, Nicole Santolupo, Sofia Posilipo, Martina De Carlo e Rebecca La Mura, tutti con dieci e lode; Arianna Karol Tribuzio e Claudia Silba, con dieci. Per le scuole superiori hanno ricevuto il riconoscimento Chitu Andrei Nicolae e Zoe Sardone, del liceo classico “N. Zingarelli” di Cerignola; Francesco Turi, del liceo artistico; Martina Fabiano, dell’Istituto Pavoncelli, indirizzo Agraria; Martina Limongelli, del liceo linguistico “Albert Einstein”; Daniela Puorro e Cosimo Martone, dell’Istituto Olivetti di Stornara, indirizzo Ottico, tutti con 100/100.

Applausi anche per Emily Ursi, laureata magistrale in Filologia Moderna all’Università degli Studi di Bari con 110/110, e Flavia Pizzolo, laureata magistrale in lingua inglese, con la tesi in Reproductive Biotechnologies, ovvero “Tecniche di procreazione medicalmente assistita nell’animale e nell’uomo”  all’Università degli Studi di Teramo.

Alla fine, tra gli applausi, è rimasta soprattutto un’immagine: quella dell’aquila, di chi riesce a guardare il proprio paese dall’alto senza smettere di amarlo.

Perché Stornara può essere una radice. Ma una radice, da sola, non basta.

Bisogna avere il coraggio di aprire le ali. E, anche quando si cade, continuare a sognare di volare.
Ed oggi tocca a Cerignola premiare i suoi migliori diplomandi.

Salvatore Cuccia

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