CERIGNOLA – Un’Audi nera, quattro uomini incappucciati, lampade frontali, pinze idrauliche e un piano studiato nei dettagli. Il bottino potenziale? Circa 300 euro.
È il paradosso emerso nella notte tra mercoledì e giovedì quando, intorno alle 2.30, quattro malviventi hanno preso di mira il distributore Q8 di corso Scuola Agraria a Cerignola nel tentativo di impossessarsi del denaro custodito all’interno del totem self-service per il pagamento del carburante.
I rapinatori sono entrati in azione con il volto coperto e dotati di attrezzature da scasso. Dopo aver tentato inutilmente di forzare la colonnina, con pinze e utensili idraulici hanno deciso di passare alle maniere forti, sradicando completamente il totem dal terreno.
L’operazione, però, non è passata inosservata.
Alcuni cittadini, insospettiti dai rumori e dai movimenti attorno all’impianto di carburante, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. In pochi minuti sul posto sono giunte le pattuglie di Carabinieri e Polizia di Stato.
Alla vista delle sirene, i malviventi si sono dati alla fuga trascinando il totem legato all’autovettura. Una corsa durata poco: il pesante dispositivo è stato infatti abbandonato alcuni metri più avanti, lungo la direttrice che conduce verso la strada statale mentre i malviventi si sono dileguati.
Il colpo è così terminato senza alcun bottino.
Tanto rischio, pochissimo guadagno
L’aspetto che colpisce maggiormente della vicenda è il rapporto tra il rischio corso dai rapinatori e il possibile profitto.
Secondo quanto riferito dal gestore dell’impianto, all’interno della colonnina erano custoditi appena 300 euro.
«È il massimo del contante che si raccoglie nei nostri totem. Nei fine settimana si può arrivare a 300 o 400 euro, ma ormai la maggior parte dei clienti utilizza carte di credito e bancomat», spiega amareggiato.
In pratica, anche se il furto fosse riuscito, quattro persone avrebbero dovuto dividere una somma irrisoria, inferiore a quanto molti lavoratori guadagnano in una giornata di lavoro regolare.
I danni li paga la collettività
Se il bottino sarebbe stato minimo, i danni provocati sono invece tutt’altro che trascurabili.
La distruzione del totem comporterà spese di ripristino superiori ai mille euro, senza contare il mancato guadagno derivante dall’impossibilità di utilizzare il servizio self-service.
A subirne le conseguenze non è soltanto il titolare dell’impianto. Per giorni i clienti potrebbero trovare limitazioni nell’utilizzo della pompa carburante, con inevitabili disagi soprattutto nelle ore notturne e nei momenti in cui il personale non è presente.
È l’ennesimo esempio di come azioni criminali dal rendimento economico sempre più basso producano invece danni concreti per attività commerciali, lavoratori e cittadini.
Fondamentale la segnalazione al 112
La vicenda dimostra ancora una volta quanto sia importante la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.
Senza la tempestiva segnalazione al numero unico di emergenza 112, i malviventi avrebbero probabilmente avuto più tempo per completare l’azione e tentare di aprire il totem in un luogo isolato.
La chiamata immediata ha invece consentito l’arrivo rapido della Polizia e ha costretto i responsabili ad abbandonare il colpo e a fuggire a mani vuote.
Non solo Cerignola: nella stessa notte assalto anche al casello A16 di Candela
La notte trascorsa è stata caratterizzata da un secondo episodio criminoso nel territorio.
Due persone, infatti, hanno preso di mira una delle casse per il pagamento dei pedaggi all’ingresso del casello autostradale A16 di Candela.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per verificare eventuali collegamenti tra i due episodi e ricostruire con precisione movimenti e responsabilità dei soggetti coinvolti.
Le indagini proseguono anche grazie ai sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate.



