Ci sono minuti, prima che il sipario si apra, che sembrano più lunghi di tutti gli altri.
Dietro le quinte il tempo scorre in modo diverso. Si controlla il microfono, si incrociano gli sguardi degli artisti, si ripassano mentalmente scalette e passaggi. Tutto è pronto, eppure c’è sempre quell’ansia sottile che accompagna ogni evento: quella che senti nello stomaco quando sai che tra pochi istanti dovrai uscire sul palco.
Poi arrivano le luci.
E con le luci arriva il pubblico.
Domenica sera al Teatro Mercadante di Cerignola, per Armonie del Cuore, la serata promossa da Cittadinanzattiva in occasione della Giornata internazionale della donna, il sipario si è alzato alle 20 su un teatro che lentamente si riempiva. Dalla platea ai palchi più in alto, ogni posto trovava il suo spettatore.
Il Mercadante, ancora segnato dagli interventi di ristrutturazione e con un freddo che si faceva sentire tra le poltrone, non era esattamente accogliente. Ma a scaldare l’atmosfera ci ha pensato il pubblico. Perché il calore, quello vero, arriva sempre da lì.
Da chi ascolta.
Da chi applaude.
Da chi, seduto in platea, decide di condividere con te quel momento.
Condurre una serata significa vivere due spettacoli contemporaneamente: quello che accade sul palco e quello che accade negli occhi della gente.
Quando Rosario Mastroserio, pianista e concertista, ha iniziato a suonare, accompagnando la voce intensa di Lisa Manosperti, concorrente del programma televisivo The Voice Senior, il teatro si è fermato ad ascoltare. È uno di quei silenzi che raccontano più di tante parole: il silenzio dell’attenzione, quello che precede l’applauso.
E quando l’applauso arriva, capisci che l’ansia dei minuti prima ha lasciato spazio a qualcos’altro.
Alla condivisione.
Alla sensazione, quasi improvvisa, di non essere più da una parte e dall’altra del palco. Di essere, semplicemente, nello stesso luogo emotivo.
La serata è stata arricchita anche da altri momenti intensi. Sul palco sono intervenute l’attrice Antonella Cirillo e Maria Rizzi, psicologa del Centro Antiviolenza, che hanno portato al centro del dibattito i temi della fragilità, della cura e della consapevolezza.
Perché Armonie del Cuore non era soltanto uno spettacolo.
Era un messaggio.
Durante l’evento è stato consegnato anche un riconoscimento a tutti gli sponsor e al Comune di Cerignola, che ha patrocinato l’iniziativa. A ritirare la targa, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, è stata Daniela Conte, responsabile dei Servizi culturali e sociali.
Dietro tutto questo il lavoro di Cittadinanzattiva, che ha voluto trasformare l’8 marzo in qualcosa di più di una semplice ricorrenza.
«Un’occasione per riscoprire il valore del rispetto per gli altri e rendere la bellezza della cultura accessibile a tutti», ha ricordato Matteo Perchinunno, coordinatore territoriale di CittadinanzAttiva Cerignola.
Un pensiero condiviso anche da Margherita Setteducati, referente del progetto: «Vogliamo che questo 8 marzo lasci semi di buoni sentimenti e buoni propositi. La serata ha parlato di cura delle persone in condizioni di fragilità, inclusione e impegno civile».
E forse è proprio questo il punto.
Quando alla fine le luci si abbassano, gli artisti salutano e il pubblico comincia lentamente a lasciare il teatro, resta sempre una domanda sospesa: cosa porterà a casa chi era seduto lì?
Se anche solo una persona uscendo dal Mercadante ha pensato di poter fare qualcosa in più per gli altri, di prestare più attenzione a chi vive accanto a noi, di comprendere meglio le fragilità del prossimo, allora quella serata ha davvero raggiunto il suo scopo.
E a quel punto gli applausi non sono più soltanto per chi è salito sul palco.
Diventano un abbraccio collettivo.
Di quelli che, per una sera, fanno sembrare un teatro una grande famiglia.
