CERIGNOLA – L’odore acre dell’esplosivo aleggia ancora nell’aria. Su corso Aldo Moro, a pochi passi da piazza Duomo, i segni della devastazione raccontano una notte di paura che molti residenti difficilmente dimenticheranno.
Erano circa le 3.45 quando due forti esplosioni hanno squarciato il silenzio del centro cittadino. Un boato improvviso che ha fatto sobbalzare centinaia di persone nel sonno, spingendo molti ad affacciarsi ai balconi per capire cosa stesse accadendo.
Nel mirino dei malviventi è finito il bancomat della filiale Unicredit di via Pallotta, fatto saltare in aria con una tecnica ormai tristemente nota alle cronache: quella della cosiddetta “marmotta”, un ordigno esplosivo inserito all’interno dello sportello automatico per forzarne la cassaforte.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, subito dopo le esplosioni alcuni uomini con il volto coperto sarebbero entrati in azione caricando rapidamente il denaro su un’autovettura parcheggiata contromano in via Pallotta. Alcuni residenti parlano di cinque persone, mentre le prime ricostruzioni investigative farebbero riferimento a un gruppo composto da quattro individui. Un elemento che resta al vaglio degli inquirenti.
La fuga sarebbe avvenuta nel giro di pochi minuti, lasciando dietro di sé danni ingenti e tanta preoccupazione tra i cittadini della zona.
Le prime stime indicano che il colpo potrebbe aver fruttato ai banditi una somma compresa tra i 50 e i 60 mila euro, anche se l’ammontare esatto del bottino è ancora in fase di verifica.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cerignola, supportati dagli artificieri giunti da Bari, che hanno effettuato tutti i rilievi necessari per accertare le modalità dell’assalto e verificare l’eventuale presenza di ulteriori residui esplosivi.
Fondamentali per le indagini saranno le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della banca e delle attività presenti nell’area. Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento utile per ricostruire il percorso seguito dalla banda e individuare i responsabili.
L’episodio riaccende ancora una volta il tema della sicurezza sul territorio e arriva a pochi giorni da un altro assalto ai danni di uno sportello bancario cittadino. Una sequenza di colpi che alimenta l’allarme tra residenti e commercianti e che conferma come il fenomeno degli assalti ai bancomat continui a rappresentare una delle principali emergenze criminali della Capitanata.
Mentre il centro storico si risveglia tra vetri infranti, nastro segnaletico e l’odore persistente dell’esplosivo, resta l’amarezza di una comunità che, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con la violenza di un’azione criminale consumata nel cuore della città.
