• Gio. Gen 22nd, 2026

RA NEWS

la prima web-tv di Cerignola

Cerignola, video di Romano incendia dibattito. Bilancio, legalità e appalti: i fatti da conoscere

DiRosaria Albanese

Ago 25, 2025

CERIGNOLA – A far esplodere il dibattito politico è stato un video pubblicato sui social dal consigliere comunale Michele Romano. Con tono ironico e provocatorio, Romano ha posto un interrogativo che ha fatto rumore: “Trattiamo con la mafia o accettiamo la sfida? E se accettiamo, quanti eroi o martiri dobbiamo mettere in conto?”

La frase, pronunciata a margine della discussione sull’approvazione del bilancio comunale, ha subito diviso. La maggioranza l’ha definita “irricevibile e offensiva per la città”, mentre i partiti di opposizione – da Fratelli d’Italia alla Lega – hanno parlato di “parole agghiaccianti” e chiesto chiarimenti. Romano ha precisato che il suo intento era sollevare un problema reale, non lanciare una proposta politica, e ha escluso le dimissioni.

Comune e legalità, a Cerignola è “video polemica”

La replica di Puglia Popolare e l’accento sul bilancio

In risposta alle polemiche è intervenuto Claudio Di Lernia, commissario provinciale di Puglia Popolare, che ha voluto spostare il focus sul dato amministrativo: l’approvazione del bilancio. “Il bilancio è la resa dei conti di come un ente spende i soldi dei cittadini – ha dichiarato – e quello di Cerignola offre segnali positivi”.

Un passaggio, quello contabile, che per Di Lernia certifica un lavoro ordinato dell’amministrazione e che non va offuscato dalle polemiche. Tuttavia, la coincidenza tra il dibattito sul bilancio e la sortita di Romano non è casuale: proprio nei capitoli di spesa si annidano le questioni più delicate, quelle che in passato hanno sollevato dubbi su possibili zone grigie.

Le altre posizioni politiche

  • Maggioranza. Oltre al sindaco, il gruppo “Bonito il Sindaco” marca la distanza: “nessun accostamento tra istituzioni e mafia”. Romano ribadisce che era provocazione, escludendo dimissioni.

  • Opposizioni. Esponenti di Lega e Fratelli d’Italia parlano di parole “oltraggiose/agghiaccianti” e chiedono nettezza istituzionale.

  • Puglia Popolare. Il commissario provinciale Claudio Di Lernia replica con un comunicato: mette l’accento sulla “buona notizia” del bilancio approvato e invita a non confondere moralismi e fatti, rimandando la sanzione dei comportamenti alla magistratura.

Appalti e questioni aperte: i punti sensibili

Tre dossier in particolare hanno acceso i riflettori negli ultimi mesi:

  • Lo stadio “Monterisi”: l’appalto per la gestione e l’adeguamento dell’impianto è finito sotto osservazione, con contestazioni sollevate sia da opposizioni che da associazioni civiche, per la trasparenza e la sostenibilità economica del bando.

  • Il servizio rifiuti: settore storicamente esposto a interessi criminali in Capitanata. A Cerignola, i ritardi nei pagamenti e le criticità nella raccolta hanno alimentato sospetti e acceso le antenne delle forze dell’ordine.

  • La caserma dei Carabinieri: la titolarità dell’immobile che ospita il presidio dell’Arma è stata oggetto di discussioni politiche e legali. Una vicenda che tocca simbolicamente il tema della legalità e della presenza dello Stato sul territorio.

È in questo contesto che il riferimento di Romano assume un significato più ampio: l’idea che dietro le partite di bilancio possano nascondersi terreni di scontro con la criminalità organizzata.

Bilancio: ci sono elementi che suggeriscono “trattativa” o infiltrazioni?

Fatti documentali:

  • Il Bilancio di previsione 2025-2027 risulta approvato (Delib. CC n. 11/28.02.2025); a luglio è stata ratificata una variazione di bilancio. Sono online i fascicoli e il Rendiconto 2024

  • Nella sezione Bandi e contratti del Comune e della C.U.C. del Tavoliere compaiono procedure in corso/aggiudicate secondo tracciabilità ordinaria; non risultano, ad oggi, provvedimenti pubblici che attestino interdittive antimafia su appalti del Comune negli ultimi mesi.

  • In parallelo, l’amministrazione ha in iter progetti PNRR su beni confiscati alla mafia (es. “Social Farm”), con delibere e determine recenti che vanno nella direzione della valorizzazione e del riuso sociale.

Contesto rilevante per il lettore:

  • Cerignola ha storia recente di scioglimento per infiltrazioni mafiose (2019). Questo spiega la sensibilità del dibattito odierno e l’attenzione a segnali, linguaggi e procedure.

  • La cronaca giudiziaria territoriale (Capitanata) continua a registrare misure patrimoniali e confische: non riguardano il bilancio comunale, ma delineano il clima di contrasto.

Criminalità e politica: le posizioni

L’amministrazione comunale ha respinto con forza l’idea che l’approvazione del bilancio possa essere letta in chiave “mafiosa”. “Non si getti fango sulla città”, ha dichiarato l’assessore al ramo, Teresa Cicolella, più volte oggetto di critiche.

Al tempo stesso, altre voci istituzionali hanno riconosciuto che Cerignola vive una fase delicata. La recrudescenza di furti e rapine nelle ultime settimane ha alimentato la percezione di insicurezza e dato fiato a chi chiede un impegno straordinario delle forze dell’ordine.

Conclusione su “appalti e infiltrazioni”:
Dalla documentazione pubblica consultata non emergono elementi che, di per sé, colleghino l’approvazione del bilancio a trattative o infiltrazioni. Anzi, coesistono iter su beni confiscati e richieste di rafforzamento della sicurezza. Ciò non esclude che il tema legalità resti centrale: l’assenza di interdittive pubblicate non equivale a “assenza di rischio”. È quindi legittimo — e utile — interrogarsi su priorità di spesa, controlli preventivi, monitoraggi in corso d’opera.

Una città tra fiducia e sospetto

Il caso Romano, le reazioni politiche e il comunicato di Puglia Popolare compongono così un mosaico complesso. Da un lato, il bilancio comunale come segnale di gestione ordinata; dall’altro, appalti e settori delicati che restano terreno di attenzione per possibili infiltrazioni criminali.

La domanda, a questo punto, non è se il problema esista – i dossier aperti lo confermano – ma come affrontarlo senza delegittimare l’istituzione e senza alimentare rassegnazione. Perché il rischio, oggi, è che il confronto politico resti schiacciato tra accuse e repliche, mentre i nodi concreti continuano a pesare sulla vita della città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *