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Criminalità in crescita, Cerignola punta a Modello Caivano

DiRedazione

Ago 21, 2025

L’Associazione Commercianti di Cerignola ha formalizzato – via PEC, con protocollo n. 39063 del 12 agosto – la richiesta di inserire la città nel cosiddetto Modello/Progetto Caivano. L’istanza è stata inviata a Palazzo di Città, al Prefetto di Foggia e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, corredata da una relazione sugli episodi di criminalità dal 2024 a oggi e da videodossier raccolti tra esercenti e residenti. La notizia è stata rilanciata oggi da diverse testate locali.

Che cos’è (davvero) il “Modello Caivano”

Nato dopo i fatti del Parco Verde, il “Modello Caivano” è un mix di interventi: da un lato operazioni interforze ad alto impatto (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, con il supporto delle polizie locali), dall’altro un piano straordinario di investimenti sociali e infrastrutturali (sport, scuola, servizi) gestito dal Commissario di Governo. Il Dipartimento della Funzione Pubblica quantifica in 4,35 milioni di euro – su fondi PON-POC – il programma di rafforzamento del personale comunale (tecnici, educatori, assistenti sociali) e della polizia municipale, con procedure concorsuali dedicate; al Viminale spetta il coordinamento dei blitz e dei controlli sistematici nel quartiere. È lo schema che il Governo indica come replicabile in altre aree ad alta vulnerabilità.

Negli ultimi mesi il ministro Piantedosi e il Commissario Fabio Ciciliano hanno ribadito in Parlamento l’uso delle operazioni alto impatto come strumento “esportabile” per ristabilire la presenza dello Stato nelle periferie.

Perché Cerignola chiede di entrarci

Il dossier dei commercianti arriva dopo settimane difficili: tra furti d’auto in pieno giorno ripresi dai cittadini, rapine ai danni di negozi e danneggiamenti notturni. A maggio un’inchiesta ha portato a 25 arresti su una presunta “centrale” dei furti d’auto con capacità fino a sette colpi al giorno tra Foggia e BAT; il fenomeno, tuttavia, è tornato a farsi sentire tra luglio e agosto.

Sulla scia di episodi ravvicinati (rapina in ottica, furto d’auto in strada in pochi minuti, incursione notturna in un bar), l’amministrazione comunale ha chiesto un tavolo urgente in Prefettura e ha scritto al ministro dell’Interno. Nelle ultime 48 ore l’assessore all’Ambiente Sforza ha portato in comitato Ordine e Sicurezza i temi “furti d’auto” e “abbandono rifiuti”, chiedendo più presenza dello Stato sul territorio.

Cerignola, commercianti raccontano rapine subite

Il nodo del Commissariato e l’interrogazione in Parlamento

A Cerignola resta aperta anche la partita dell’elevazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza: la scorsa primavera, in Prefettura, istituzioni e sindacati di polizia hanno rilanciato l’obiettivo, considerato strategico per organici e servizi.

Sul piano politico, a dicembre 2024 il deputato foggiano Giorgio Lovecchio ha presentato un’interrogazione a risposta orale al ministro Piantedosi proprio sugli episodi di criminalità in città: otto mesi dopo la risposta del Governo non è ancora pervenuta. Gli atti ufficiali della Camera registrano l’assegnazione dell’interrogazione (n. 3-01605) nella seduta del 6 dicembre 2024.

Cosa significa “Modello Caivano” per il Tavoliere (in concreto)

Se l’istanza dei commercianti trovasse accoglimento, per Cerignola il modello si tradurrebbe in:

  • controlli “ad alto impatto” periodici con task force interforze su aree e orari sensibili (furti d’auto, ricettazione, rapine), oltre a perquisizioni e sequestri mirati

  • rafforzamento della rete sociale tramite personale dedicato (educatori, assistenti sociali) e progetti sportivi/educativi finanziati ad hoc, sull’esempio delle assunzioni e degli interventi attivati a Caivano

  • cabina di regia tra Comune, Prefettura, forze dell’ordine e strutture commissariali per priorità, cronoprogrammi e misurazione dei risultati.

Le prossime mosse

Ora la palla passa a Prefettura e Viminale per la valutazione dell’istanza. In parallelo, il Comune può accelerare su due fronti: pressare per l’elevazione del Commissariato e mettere a terra azioni tampone (più videosorveglianza efficace, illuminazione, pattugliamenti coordinati su orari “a rischio”, task force anti-ricettazione) in attesa di risposte dal centro. Gli operatori economici, dal canto loro, si sono detti disponibili a collaborare con dati, testimonianze e proposte operative.

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