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“Kosmos nel Vangelo di Giovanni”: a Stornara riflessione intensa su fede, uomo e libertà

DiRedazione

Mag 17, 2026

Una presentazione di un libro che si è trasformata in un viaggio dentro l’uomo. È accaduto ieri a Stornara, nell’Aula Consiliare del Comune, prossimamente dedicata alle Madri Costituenti, durante il primo appuntamento del Maggio dei Libri promosso dall’associazione “Torniamo Umani” insieme all’amministrazione comunale.

Al centro dell’incontro il volume Kosmos nel Vangelo di Giovanni di Don Giuseppe Russo, introdotto dall’assessore alla Cultura Adriana Russo e moderato da Don Vincenzo Alborea.

L’assessore ha ricordato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni nella promozione della cultura e della lettura, soffermandosi sul significato del termine “Kosmos”: non soltanto spazio fisico, ma luogo simbolico e umano in cui Dio e l’uomo si incontrano.

Profonda e coinvolgente la riflessione di Don Vincenzo Alborea, che ha definito il libro un testo capace di accompagnare anche chi si avvicina per la prima volta al Vangelo di Giovanni. Nel suo intervento ha spiegato come il “Kosmos” giovanneo non sia uno scenario neutro, ma uno spazio vivo e drammatico, attraversato dalla libertà dell’uomo e dalla luce del Logos, il Verbo.

Dio ama il mondo anche nelle sue ferite”, ha sottolineato Alborea, evidenziando come il volume unisca rigore teologico e capacità divulgativa, parlando tanto agli studiosi quanto ai semplici lettori.

Molto apprezzato l’intervento dell’autore, Don Giuseppe Russo, il quale ha offerto una lettura esistenziale del proprio lavoro. “Ogni libro è una creatura viva”, ha detto spiegando che un testo nasce non solo dallo studio ma dalle esperienze, dalle inquietudini e dagli incontri che attraversano la vita di una persona.

Per Don Russo il “Kosmos” del Vangelo di Giovanni coincide soprattutto con la realtà umana: “Dire mondo e dire uomo, nel quarto Vangelo, significa quasi la stessa cosa”. Un mondo amato da Dio ma anche attraversato dal dramma della libertà, dal rifiuto, dalla paura e dalla possibilità continua di rinascere.

Nel dialogo con il pubblico presente, il sacerdote ha approfondito il tema della “rinascita dall’alto” rivolto da Gesù a Nicodemo, spiegando che non significa fuggire dal mondo, ma imparare a guardarlo da una prospettiva nuova, più libera e autentica.

Particolarmente forte anche il passaggio dedicato alla fede come relazione e non come semplice sistema di regole: “Il Vangelo non è un codice etico — ha affermato — ma una persona: Gesù Cristo”. Da qui il richiamo a una Chiesa capace di accogliere, rialzare e generare vita, soprattutto per chi si sente escluso o ferito.

La serata si è conclusa con un lungo applauso e con la sensazione condivisa di aver partecipato non solo a una presentazione culturale, ma a un momento di riflessione collettiva sul senso dell’esistenza, della libertà e delle relazioni umane. Perché il “Kosmos”, come emerso durante l’incontro, non è distante da noi: è il luogo concreto in cui ogni giorno scegliamo chi essere.

Salvatore Cuccia

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