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Stornara intitola aula consiliare alle madri costituenti

DiRedazione

Giu 9, 2026

Ottant’anni dopo la nascita della Repubblica italiana, Stornara, piccolo comune dei Cinque Reali Siti,  ha scelto di celebrare il 2 giugno non soltanto come una ricorrenza istituzionale, ma come un momento di memoria viva e partecipata.

Una giornata intensa, costruita attorno a una parola spesso evocata ma non sempre approfondita: riconoscenza.

In Piazza della Repubblica è andata in scena “Libere e Sovrane”, la mostra teatralizzata dedicata alle ventuno Madri Costituenti, le donne che nel 1946 entrarono nell’Assemblea costituente contribuendo a scrivere la Carta fondamentale della Repubblica. Un racconto collettivo che ha restituito voce, volto e dignità a figure decisive della storia italiana, troppo a lungo rimaste ai margini della narrazione pubblica.

La serata è stata preceduta da un momento dal forte valore simbolico: l’intitolazione dell’aula consiliare comunale alle Madri Costituenti. Un gesto che ha trasformato il luogo più rappresentativo della vita democratica cittadina in uno spazio di memoria permanente.

Nel suo intervento, il primo cittadino Roberto Nigro ha sottolineato il significato profondo della scelta. «Oggi non ci limitiamo a ricordare il passato, ma diamo una casa permanente a una parte fondamentale della nostra storia», ha affermato, ricordando come le ventuno donne elette all’Assemblea costituente abbiano lavorato fianco a fianco, superando appartenenze politiche e differenze sociali, per costruire un’Italia fondata sulla libertà, sull’uguaglianza e sulla democrazia.

Parole che hanno richiamato il valore concreto dell’impegno delle Costituenti, protagoniste dell’introduzione nella Carta di principi oggi considerati essenziali: la parità tra uomini e donne, la tutela della maternità, il diritto al lavoro e l’uguaglianza salariale. «Chi entra in quest’aula e chi vi amministra – ha ricordato il sindaco – deve guardare all’esempio delle Madri Costituenti e onorarlo, perché la politica è anche responsabilità morale».

La rappresentazione in piazza ha trasformato la storia in esperienza condivisa. Attraverso le interpretazioni delle donne della comunità, le figure delle Costituenti sono tornate idealmente tra la gente, restituendo il senso di una conquista collettiva che ancora oggi continua a parlare al presente. Non una semplice rievocazione, ma un dialogo tra generazioni, pensato soprattutto per i più giovani, affinché possano comprendere da dove nascono i diritti che oggi sembrano scontati.

L’iniziativa, promossa dall’ Aps “La Voce delle Donnecon il supporto dell’ARCI e il patrocinio delle istituzioni coinvolte, ha dimostrato come la cultura possa diventare uno strumento di cittadinanza attiva. In un tempo in cui la memoria rischia spesso di ridursi a celebrazione formale, Stornara ha scelto invece di trasformarla in racconto, partecipazione e consapevolezza.

Così, nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, le ventuno Madri Costituenti sono tornate al centro della scena. Non come figure lontane consegnate ai libri di storia, ma come donne reali, coraggiose e visionarie, che hanno contribuito a costruire il Paese in cui viviamo.

E proprio in questa restituzione della memoria risiede il significato più autentico della giornata: ricordare che la democrazia non è un’eredità immutabile, ma un bene da custodire, conoscere e rinnovare ogni giorno.

Salvatore Cuccia

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