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Zingarelli, 91 anni dalla morte del padre del Vocabolario

DiRosaria Albanese

Giu 6, 2026

Il 7 giugno ricorre l’anniversario della morte di Nicola Zingarelli, il grande linguista e lessicografo nato a Cerignola che ha lasciato in eredità all’Italia uno degli strumenti più importanti per la conoscenza della lingua italiana: il Vocabolario Zingarelli. A 91 anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a rappresentare un punto di riferimento per studiosi, docenti, studenti e appassionati di lingua italiana.

Ricostruire la figura di Nicola Zingarelli significa attraversare la storia culturale dell’Italia tra Otto e Novecento, seguendo le tracce di un uomo che dedicò la propria vita allo studio delle parole e della loro evoluzione. Nato a Cerignola il 28 agosto 1860 da Girolamo Zingarelli e Teresa Longo, secondo di 8 figli, mostrò sin da giovane una straordinaria predisposizione per gli studi.

Dopo gli anni della formazione a Lucera e Napoli, si laureò nel 1882 discutendo una tesi dedicata alle parole e alle forme linguistiche della Divina Commedia. Da quel momento iniziò una lunga e prestigiosa carriera accademica e scientifica che lo portò a pubblicare centinaia di studi dedicati alla lingua italiana, a Dante, Petrarca, Boccaccio e Ariosto.

Tra le sue opere figura anche un’importante ricerca sul dialetto di Cerignola, testimonianza di un legame mai spezzato con la città natale. Nonostante la carriera lo avesse portato lontano dalla Puglia, Zingarelli continuò a mantenere rapporti con amici e concittadini, interessandosi alle vicende della sua terra e conservando vivo il ricordo dei suoi sapori, dei suoi luoghi e delle sue tradizioni.

Il Vocabolario che ha fatto la storia della lingua italiana

L’opera che lo ha consegnato alla storia nasce nel 1913, quando gli editori Bietti e Reggiani gli affidarono il compito di realizzare un nuovo vocabolario della lingua italiana. Dopo anni di lavoro, nel 1922 vide la luce il primo Vocabolario della lingua italiana firmato da Nicola Zingarelli.

Un’opera monumentale, destinata a diventare uno dei principali punti di riferimento della lessicografia italiana. Dal 1941 i diritti passarono alla casa editrice Zanichelli, che continua ancora oggi ad aggiornarlo con l’introduzione di nuove parole e neologismi, mantenendo vivo lo spirito originario del suo autore.

Per Zingarelli il vocabolario non era soltanto un repertorio di definizioni, ma una sorta di fotografia della società e del tempo. Era il tentativo di dare ordine al continuo cambiamento della lingua e, attraverso essa, della vita stessa.

L’ultimo viaggio verso Cerignola

Negli ultimi anni della sua esistenza, Nicola Zingarelli manifestò più volte il desiderio di tornare nella città che gli aveva dato i natali. Quel viaggio, tuttavia, non riuscì a compierlo.

Morì a Milano il 7 giugno 1935. Per sua volontà, però, il legame con Cerignola non si interruppe nemmeno dopo la morte: le sue spoglie riposano infatti nel cimitero della città ofantina, a conferma di un’appartenenza mai rinnegata.

Il lavoro di MOTUS APS per custodire la memoria di Zingarelli

A mantenere viva l’eredità culturale del grande linguista è oggi l’associazione MOTUS APS, presieduta da Antonio Daddario, che negli ultimi anni ha promosso numerose iniziative dedicate alla valorizzazione della figura di Nicola Zingarelli.

Tra queste spicca il Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli, giunto alla sua XVIII edizione, che ha portato a Cerignola studiosi, scrittori e rappresentanti dell’Accademia della Crusca attraverso convegni, incontri e lectio magistralis.

Particolarmente significativo è stato anche il progetto realizzato in occasione del centenario della pubblicazione del Vocabolario della lingua italiana. Grazie alla collaborazione con Poste Italiane è stato ottenuto un annullo filatelico commemorativo e successivamente l’emissione di un francobollo celebrativo dedicato ai cento anni dell’opera.

MOTUS APS ha inoltre promosso un concorso nazionale di idee per la realizzazione di un monumento dedicato al Vocabolario della lingua italiana, un progetto che punta a trasformare il patrimonio culturale lasciato da Zingarelli in un simbolo permanente per la città a cui però, nonostante la partecipazione e l’entusiasmo iniziale, l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a dare seguito.

Tra le iniziative più apprezzate figura anche la rievocazione storica “Dante e la Puglia”, organizzata in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, che ha riportato idealmente Nicola Zingarelli nel cuore della sua Cerignola attraverso una narrazione pubblica del suo rapporto con Dante e con la lingua italiana.

Un’eredità che continua a parlare al presente

A distanza di 91 anni dalla sua scomparsa, Nicola Zingarelli continua a vivere nelle parole che ogni giorno milioni di italiani leggono, studiano e utilizzano. La sua opera ha attraversato generazioni, adattandosi ai cambiamenti della società senza perdere il rigore scientifico che ne ha decretato il successo.

Ricordarlo significa non solo celebrare uno dei più illustri figli di Cerignola ma anche riconoscere il valore della cultura come strumento di crescita collettiva. Perché, come dimostra la storia di Nicola Zingarelli, le parole possono attraversare il tempo e diventare patrimonio di tutti.

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