BARI – Una vasta operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari segna una svolta nelle indagini su due dei più sanguinosi delitti che hanno scosso Bari e la BAT negli ultimi due anni: l’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati e quello di Filippo Scavo, ucciso appena due settimane fa all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie.
All’alba di oggi, 5 maggio 2026, Polizia di Stato, Carabinieri del Comando Provinciale BAT e Guardia di Finanza hanno eseguito 14 provvedimenti restrittivi nei confronti di presunti esponenti dei clan mafiosi Capriati e Strisciuglio, ritenuti coinvolti nella nuova escalation criminale che sta attraversando il territorio barese. Secondo quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi in Procura a Bari, le misure comprendono 11 arresti e 3 fermi.
L’operazione rappresenta uno dei più pesanti colpi investigativi inferti negli ultimi mesi alla criminalità organizzata barese, in un contesto già segnato da tensioni, regolamenti di conti e faide interne tra gruppi rivali.
L’omicidio Scavo: il delitto nel caos della discoteca
Tra i fermati per l’omicidio di Filippo Scavo figurano tre giovanissimi, tra i 21 e i 22 anni. Tra loro anche Dylan Capriati, 22enne nipote di Lello Capriati, già detenuto in carcere in stato di fermo.
Filippo Scavo, 43 anni, venne assassinato il 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie, durante la serata inaugurale della stagione estiva del locale. I killer aprirono il fuoco in mezzo alla folla, provocando panico tra centinaia di presenti. Un omicidio eclatante, avvenuto in un luogo pubblico e affollato, che aveva immediatamente acceso i riflettori degli investigatori sulla recrudescenza della guerra tra clan.
Secondo gli investigatori, quel delitto sarebbe maturato nell’ambito delle nuove dinamiche di potere tra gruppi criminali emergenti e vecchie famiglie mafiose del territorio.
L’agguato a Lello Capriati: quattro colpi di pistola a Torre a Mare
L’altro fronte investigativo riguarda invece l’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati, fratello dello storico boss Antonio “Tonino” Capriati, assassinato il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul litorale sud di Bari.
Quella sera, nel giorno di Pasquetta, due sicari a bordo di una moto di grossa cilindrata raggiunsero Capriati mentre era in auto ed esplosero contro di lui quattro colpi di pistola, uccidendolo sul colpo. Un agguato eseguito con modalità tipicamente mafiose, che per mesi aveva alimentato il timore di una nuova guerra di mafia nel capoluogo pugliese.
L’omicidio Capriati aveva infatti rappresentato uno spartiacque negli equilibri criminali baresi, riaccendendo lo scontro storico tra clan rivali.
La nuova geografia criminale di Bari
Gli arresti di oggi si inseriscono in uno scenario criminale particolarmente delicato. I clan Capriati e Strisciuglio sono considerati da anni due delle organizzazioni mafiose più influenti e radicate del Barese.
Il clan Capriati, storicamente legato alla Bari Vecchia e alle attività di traffico di droga, estorsioni e controllo del gioco d’azzardo, negli ultimi anni avrebbe cercato di consolidare la propria presenza anche in diversi comuni della provincia e della BAT.
Gli Strisciuglio, invece, vengono descritti dagli investigatori come un’organizzazione particolarmente espansionistica e aggressiva, con ramificazioni in numerosi quartieri del capoluogo e un forte controllo del territorio.
La morte di figure storiche e i recenti arresti avrebbero favorito l’ascesa di nuove leve criminali, spesso giovanissime, sempre più protagoniste delle recenti azioni di sangue.
Perquisizioni e controlli ancora in corso
Parallelamente agli arresti, gli investigatori stanno eseguendo decine di perquisizioni tra Bari e Nord Barese, con il supporto operativo della Guardia di Finanza. L’obiettivo è recuperare armi, documentazione, dispositivi elettronici e ulteriori elementi utili a ricostruire i rapporti tra gli affiliati e le responsabilità nei due omicidi.
Gli inquirenti ritengono che l’operazione odierna possa rappresentare soltanto il primo passo di un’indagine più ampia destinata a delineare nuovi assetti e alleanze della criminalità organizzata barese.
Il messaggio dello Stato
Nel corso della conferenza stampa, la Procura antimafia ha sottolineato la rapidità della risposta investigativa ai recenti episodi di sangue, evidenziando la collaborazione tra le diverse forze dell’ordine impegnate nell’operazione. Un segnale forte in un momento in cui Bari e la BAT stanno vivendo una fase di forte tensione criminale.
L’inchiesta resta aperta e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
