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Capitanata, 22 bancomat saltati dall’inizio dell’anno. Ultimo stanotte a Torremaggiore

DiRosaria Albanese

Lug 27, 2026

Un boato nel cuore della notte, un Postamat distrutto e una provincia che torna a fare i conti con l’emergenza sicurezza.

Non è più soltanto la cronaca di un singolo episodio. È il rumore di una sequenza che si ripete con una frequenza sempre più preoccupante: quello delle esplosioni che squarciano il silenzio dei piccoli centri della Capitanata.

L’ultimo episodio è avvenuto nella notte a Torremaggiore, dove una banda ha preso di mira il Postamat dell’ufficio postale di via della Costituente. Intorno alle 2.30 i residenti sono stati svegliati da una violenta deflagrazione. Secondo le prime ricostruzioni, ad agire sarebbero state quattro persone, fuggite poi a bordo di un’auto di grossa cilindrata.

Anche questa volta la tecnica utilizzata sembrerebbe essere quella ormai tristemente nota della “marmotta”: un ordigno inserito nello sportello automatico per provocare l’apertura della cassaforte e consentire ai criminali di impossessarsi del denaro.

Ma il dato che più colpisce non è soltanto la modalità dell’assalto. È la frequenza.

Con il colpo di Torremaggiore salgono a 22 gli assalti a bancomat e Postamat registrati dall’inizio dell’anno in provincia di Foggia, tra tentativi e colpi messi a segno. Un numero che racconta un fenomeno diventato ormai strutturale.

Una scia che attraversa città e piccoli comuni, lasciando dietro di sé sportelli distrutti, attività danneggiate e comunità costrette a convivere con la paura di un nuovo boato nella notte.

Soltanto pochi mesi fa la Prefettura di Foggia aveva convocato un tavolo dedicato proprio agli assalti agli sportelli ATM, evidenziando una recrudescenza del fenomeno e la necessità di rafforzare le misure di prevenzione insieme agli istituti bancari e a Poste Italiane.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto il denaro sottratto. Ogni esplosione colpisce anche un servizio essenziale per i cittadini, soprattutto nei centri più piccoli, dove uno sportello automatico rappresenta spesso un presidio fondamentale per anziani e residenti.

Dietro questi colpi non sembrano esserci improvvisazioni, ma gruppi organizzati capaci di pianificare ogni dettaglio: veicoli potenti, tempi di intervento ridotti, esplosivi artigianali e fughe studiate. Diverse indagini hanno già portato alla luce l’esistenza di batterie criminali specializzate negli assalti agli ATM.

Da Torremaggiore a Cerignola, dai Monti Dauni alla provincia costiera, la domanda resta sempre la stessa: quanti altri boati dovranno ancora svegliare la Capitanata prima che questo fenomeno venga definitivamente arginato?

Perché dietro ogni bancomat saltato in aria non c’è soltanto una cassaforte violata. C’è una comunità che si sveglia improvvisamente con la sensazione di essere più fragile.

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