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Foggia, blitz delle teste di cuoio: arrestato il latitante Carmine Marolda

DiRedazione

Mag 6, 2026

FOGGIA – Un’operazione ad alto impatto, condotta nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2026, ha portato alla cattura del latitante Carmine Marolda, 64 anni, considerato un pluriomicida e ricercato da oltre un anno. A stanarlo, nel cuore di Foggia, sono stati i Carabinieri con il supporto delle “teste di cuoio” del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

L’irruzione nella notte: blitz in un alloggio popolare

L’arresto è avvenuto all’interno di un appartamento di edilizia popolare nel complesso Onpi, in corso del Mezzogiorno, dove l’uomo si nascondeva da tempo. I militari hanno fatto irruzione sorprendendo il latitante, senza che si verificassero scontri o feriti.

L’operazione è stata pianificata nei minimi dettagli proprio per evitare qualsiasi rischio di fuga o reazione armata, considerato il profilo criminale del soggetto. Secondo le prime informazioni, al momento dell’arresto Marolda non era armato.

Chi è Carmine Marolda: il passato criminale

Originario di Venosa (Potenza), Marolda era ricercato dal gennaio 2025 per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma il suo nome è soprattutto legato a uno dei più gravi episodi di sangue contro le forze dell’ordine negli anni ’90.

Nel 2001 è stato infatti condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per concorso nell’omicidio del maresciallo dei Carabinieri Marino Di Resta, ucciso il 16 settembre 1996 a Pescara durante un conflitto a fuoco seguito a una rapina.

Per quel delitto furono condannati anche altri complici, individuati dagli investigatori come parte di un gruppo criminale organizzato attivo tra diverse regioni.

Una latitanza durata oltre un anno

Dopo essere diventato irreperibile nel 2025, Marolda era riuscito a far perdere le proprie tracce fino alle ultime ore, quando gli investigatori hanno localizzato il suo nascondiglio nel capoluogo dauno.

La sua presenza a Foggia, in un contesto urbano e popolare, conferma una strategia spesso utilizzata dai latitanti: mimetizzarsi in contesti apparentemente anonimi, sfruttando reti di protezione e complicità locali.

Il ruolo della DDA e delle unità speciali

L’operazione è stata coordinata dalla DDA di Potenza e condotta dai Carabinieri dei comandi provinciali di Potenza e Foggia, con il supporto operativo del GIS, reparto d’élite specializzato in interventi ad alto rischio.

Un’azione congiunta che evidenzia il livello di pericolosità attribuito al latitante e la necessità di un intervento rapido e altamente specializzato.

Un segnale nel contesto criminale pugliese

L’arresto di Marolda arriva in una giornata già segnata da importanti operazioni di contrasto alla criminalità in Puglia, tra blitz antimafia e sparatorie. Un quadro che conferma come il territorio resti sotto stretta osservazione da parte delle forze dell’ordine.

La cattura del 64enne rappresenta un risultato investigativo rilevante, non solo per la fine della latitanza, ma anche per il valore simbolico legato alla condanna per l’omicidio di un militare dell’Arma.

Ulteriori dettagli sull’operazione potrebbero emergere nelle prossime ore dagli inquirenti.

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