Ci sono libri che raccontano una storia. E poi ce ne sono altri che sembrano raccogliere i pezzi sparsi di un’intera generazione. “L’ultimo Frammento del Cuore” di Alessia Lasorsa appartiene a questa seconda categoria.
La presentazione del romanzo, svoltasi il 20 maggio, non è stata la classica chiacchierata letteraria fatta di domande di rito e applausi finali. È diventata qualcosa di più profondo: una riflessione collettiva su amore, fragilità, social network, violenza verbale e bisogno di autenticità in un mondo che corre troppo veloce.
Ad aprire l’incontro è stata Maria Solomita, Presidente dell’Aps “La Voce delle Donne”, con un intervento forte, quasi necessario. Partendo dalla recente vicenda della scritta misogina comparsa su un murales del paese — “Le femmine devono morire” — Solomita ha denunciato il rischio di normalizzare odio, aggressività e cattiva educazione. Un discorso duro, senza filtri, che ha trasformato la presentazione di un libro in uno spazio di confronto civile e culturale.
E forse non è stato un caso. Perché il romanzo di Alessia Lasorsa parla proprio di questo: della difficoltà di restare umani in un’epoca dove tutto sembra consumarsi troppo in fretta.
La protagonista, Lia, incontra Davide durante il lockdown del 2020. Non in un bar, non a scuola, non per strada. Ma attraverso uno schermo. Lui è un profilo anonimo, senza volto, chiuso in sé stesso. Lei è una ragazza che sogna di diventare scrittrice e che, quasi senza accorgersene, finisce per riconoscersi nelle ferite dell’altro.
Da lì nasce una storia fatta di messaggi, attese, silenzi, paure e distanze. Una relazione che parla il linguaggio della Generazione Z ma che, in fondo, racconta qualcosa di eterno: il bisogno disperato di essere visti davvero.
Durante l’incontro, Alessia Lasorsa ha spiegato che il romanzo nasce da un’esperienza personale vissuta proprio nei mesi della pandemia. “Quando l’ho incontrato”, ha raccontato parlando del vero Davide, “non l’ho conosciuto: l’ho riconosciuto”. Ed è qui che il libro trova la sua forza.
Non giudica i social. Non li demonizza. Ma mostra come possano diventare contemporaneamente rifugio e prigione. Connessione e distanza. Presenza e assenza.
In un passaggio particolarmente intenso, l’autrice riflette su quanto oggi un messaggio non ricevuto riesca a cambiare l’umore di un’intera giornata. Una frase semplice, quasi banale all’apparenza, ma tremendamente vera. Perché racconta una generazione cresciuta aspettando notifiche invece di sguardi.Eppure, nel romanzo, la vera protagonista non è la tecnologia. È la fragilità.
Lasorsa insiste molto su un concetto: essere fragili non significa essere deboli. Anzi, ci vuole un coraggio enorme per mostrarsi vulnerabili in un tempo che pretende perfezione continua. Davide si nasconde dietro un profilo falso perché ha paura del mondo. Lia fugge dai propri sentimenti perché teme di soffrire. Entrambi, però, capiscono che vivere davvero significa rischiare.
Ed è probabilmente questo il messaggio più potente del libro: l’amore non salva magicamente le persone, ma può insegnare loro a guardarsi dentro.
Molto intensa anche la riflessione sul periodo del COVID, raccontato dall’autrice come un momento “catartico”. Per alcuni devastante, per altri occasione di riscoperta. Per lei, soprattutto, un tempo di ascolto. “La scrittura mi ha insegnato quanto sia importante fermarsi”, ha detto durante la presentazione. Una frase che oggi suona quasi rivoluzionaria.
Nel corso della serata si è parlato anche della figura materna, centrale nel romanzo e nella vita dell’autrice. Una presenza forte, concreta, lontana dagli stereotipi, descritta come “radice” e “prolungamento dell’anima”. Non un semplice personaggio di contorno, ma una bussola emotiva dentro una storia fatta di smarrimenti.
A chiudere l’incontro è stata l’assessora Adriana Russo, che ha sottolineato la maturità emotiva della giovane scrittrice, capace di raccontare emozioni profonde partendo da esperienze quotidiane e apparentemente ordinarie.
Ed è forse questo il punto. “L’ultimo Frammento del Cuore” non racconta eroi straordinari. Racconta ragazzi normali. Ragazzi che aspettano un messaggio, che hanno paura di amare, che si rifugiano dietro uno schermo e che cercano disperatamente qualcuno capace di comprenderli.
In fondo, siamo un po’ tutti così. Frammenti in cerca di qualcuno che abbia il coraggio di raccoglierci.
