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Sanità: 424 mln per Andria e Riuniti di Foggia, polemica sui conti

DiRosaria Albanese

Ago 28, 2025

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero della Salute per la realizzazione di due interventi infrastrutturali di ampia portata: il nuovo ospedale di Andria e il Monoblocco del Policlinico Riuniti di Foggia. L’investimento complessivo è pari a 424 milioni di euro: 402,8 milioni a carico dello Stato e 21,2 milioni a carico della Regione (corrispondenti al 5% del totale). Nel dettaglio, lo Stato mette 342 milioni per Andria e 60,8 milioni per il Monoblocco, la quota regionale è ripartita in 18 milioni per Andria e 3,2 milioni per Foggia.

Cosa prevede il protocollo

La firma è avvenuta negli ultimi giorni ed è stata resa nota ufficialmente il 26–28 agosto 2025 tramite i canali istituzionali. La protocollazione apre ora i termini per i prossimi adempimenti burocratici e l’avvio delle procedure: la pianificazione e la rendicontazione delle risorse, le modalità amministrative per l’apertura dei cantieri e l’avvio delle gare d’appalto per la costruzione del nuovo ospedale di Andria e per la realizzazione del monoblocco del Policlinico di Foggia. Lo strumento consente di certificare la disponibilità dei finanziamenti e di passare alle fasi operative. I prossimi passi sono la predisposizione dei bandi di gara, le procedure di appalto e l’affidamento dei lavori.

Obiettivi ufficiali e ragioni politiche

Le opere avranno impatto diretto sulle reti ospedaliere locali e sull’organizzazione dell’offerta sanitaria nella area nord della Puglia.

Obiettivo dichiarato: ammodernare l’offerta sanitaria, potenziare posti letto e spazi clinici e dare risposta ai bisogni assistenziali di un territorio vasto come la Capitanata, il protocollo è presentato come lo strumento che rende cantierabili i progetti. Le autorità regionali parlano di “passo avanti” per la tenuta dei servizi sanitari locali

Perché al centro delle polemiche

Nonostante il finanziamento statale consistente, la sanità pugliese è attraversata da questioni contabili e politiche, bilanci regionali e disavanzi passati sono oggetto di critiche e preoccupazioni in Consiglio e tra opposizioni. Alcuni commissari e forze politiche hanno richiamato la necessità di chiarimenti sul ripiano dei disavanzi e su come verranno garantiti i servizi durante la fase di transizione.


Il punto di attrito: investimenti infrastrutturali vs criticità dei conti sanitari

Da una parte la Regione e il Governo esultano: il protocollo sblocca 424 milioni e permette di guardare ai cantieri. La comunicazione istituzionale spiega che «il protocollo certifica la disponibilità dei finanziamenti e permette di avviare le procedure per gli appalti».

Dall’altra, la voce dei critici non è scomparsa. La stampa ha ricordato nelle ultime settimane problemi di bilancio consolidato e accantonamenti necessari a coprire disavanzi nonché passività importanti (stimate fino a decine di milioni) che hanno costretto il Consiglio regionale a interventi per la copertura. I gruppi di opposizione sottolineano che cantieri e nuove strutture non cancellano la necessità di trasparenza finanziaria nel breve termine: chiesta chiarezza su come verranno preservati i servizi e onorati gli impegni di spesa corrente delle Asl.

Numeri chiave che alimentano il dibattito

  • Totale investimento: 424.000.000 €; Stato 402,8 M€; Regione 21,2 M€.

  • Quota regionale (5%): 21,2 M€ (18 M€ per Andria; 3,2 M€ per Foggia).

  • Situazione contabile Puglia (problema denunciato): articoli recenti hanno indicato disavanzi e accantonamenti per decine di milioni e interventi legislativi per il riequilibrio dei conti sanitari regionali.


Reazioni ufficiali e istituzionali

  • Regione Puglia: comunicati ufficiali e il sito della Regione riportano la firma del protocollo e i dettagli finanziari; la Regione definisce l’atto come «passo necessario per dare avvio ai cantieri» e sottolinea la collaborazione Stato–Enti locali.

  • Consiglio Regionale / Opposizioni: i documenti di presa d’atto e le interrogazioni parlamentari in Consiglio hanno posto ripetute questioni sul ripiano del disavanzo sanitario e sulla copertura economica futura delle Asl; discussioni e votazioni sul bilancio hanno alimentato il confronto politico nelle ultime settimane.

Conclusione: cosa resta da chiarire

  • Trasparenza finanziaria: resta centrale la domanda su come la Regione concilierà l’impegno per le nuove opere con la necessità di garantire la stabilità economica delle Asl e il funzionamento quotidiano dei servizi. Le opposizioni chiedono conti più chiari e una convocazione in Commissione per spiegazioni.

  • Tempistiche operative: la firma del protocollo è un passaggio cruciale ma non equivale all’apertura immediata dei cantieri; servono gare, progettazioni esecutive e adempimenti amministrativi.

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