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Sicurezza a Cerignola, la rabbia dei commercianti: “Dal Consiglio Comunale solo parole, servono fatti”

DiRosaria Albanese

Giu 13, 2026

L’associazione di categoria esprime profonda delusione per il mancato coinvolgimento nel dibattito straordinario: «Rischiamo la desertificazione economica. Lo Stato non lasci soli i sindaci».

CERIGNOLA – Un Consiglio Comunale straordinario sulla sicurezza a Cerignola che avrebbe dovuto tracciare una svolta, ma che si è trasformato nell’ennesima occasione persa per il tessuto produttivo locale. È questo il bilancio, amaro e carico di delusione, tracciato dall’associazione dei commercianti di Cerignola a margine della massima assise cittadina dedicata all’emergenza criminalità.

Cittadini, imprenditori e negozianti si aspettavano risposte operative e strategie concrete. Al contrario, il vertice si è concluso con un nulla di fatto dal punto di vista degli interventi immediati, lasciando fuori dalla porta proprio la voce di chi il territorio lo vive e lo sostiene ogni giorno.

Commercianti esclusi dal dibattito sulla sicurezza a Cerignola

Il primo nodo politico e sociale riguarda la partecipazione. Nonostante la delicatezza del tema, ai rappresentanti delle categorie produttive non è stata data la possibilità di intervenire durante la seduta.

«Abbiamo partecipato con la speranza di ascoltare proposte concrete e, soprattutto, di poter portare il contributo delle associazioni del territorio – spiegano i commercianti in una nota ufficiale –. Purtroppo, abbiamo assistito a numerosi interventi istituzionali e politici, ma non ci è stata data la possibilità di parlare».

Secondo l’associazione, la sicurezza è un tema troppo urgente per essere ridotto a mero scontro o dibattito di bandiera. Una posizione, questa, condivisa implicitamente anche dai primi cittadini dei comuni limitrofi presenti, che hanno rimarcato l’isolamento delle amministrazioni locali di fronte a fenomeni criminali complessi e radicati.

Le proposte sul tavolo: dal Modello Caivano all’interrogazione parlamentare

L’atto di accusa dei commercianti non è però una critica sterile. L’associazione ricorda come, negli ultimi anni, non siano mai mancate proposte concrete inviate ai tavoli istituzionali. Tra queste, la richiesta esplicita di valutare l’applicazione di strumenti straordinari di controllo e rilancio, sul modello di quanto fatto con il “Modello Caivano”.

Un impegno per la legalità che ha radici profonde: già due anni fa, l’associazione aveva promosso un’interrogazione parlamentare – attraverso l’onorevole Lovecchio – per accendere i riflettori del Governo romano sulle criticità specifiche del territorio cerignolano.

Il rischio concreto: «Desertificazione economica e stop agli investimenti»

Le conseguenze di questo stallo istituzionale rischiano di essere drammatiche per il futuro della città. Senza una strategia di contrasto efficace alla micro e macro criminalità, l’economia locale viaggia verso il baratro.

  • Fuga dei capitali: Mancanza di sicurezza significa scoraggiare l’arrivo di nuovi investitori.

  • Chiusura delle attività: Serrande abbassate e strade buie favoriscono il degrado.

  • Desertificazione commerciale: Un fenomeno che colpisce direttamente la vivibilità del centro urbano e delle periferie.

«La nostra non è una polemica, ma la presa d’atto di una delusione – conclude duramente l’associazione commercianti –. Oggi ci aspettavamo visioni chiare e impegni. Usciamo da questo Consiglio con la consapevolezza che il problema è stato ancora una volta raccontato, ma non affrontato. I cittadini e le imprese non chiedono parole. Chiedono fatti».

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