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Stornara, murales come pagine e strade che raccontano

DiRedazione

Giu 3, 2026

Ci sono paesi che sembrano immobili, schiacciati dalla routine, dal rumore dei giorni tutti uguali.
E poi ci sono momenti in cui quei paesi si accendono all’improvviso, quasi come se qualcuno avesse girato pagina. A Stornara è successo durante “Un libro per un murales”, la passeggiata letteraria organizzata nell’ambito del Maggio dei Libri 2026, capace di trasformare il centro urbano in un racconto a cielo aperto. Non una semplice passeggiata. Piuttosto un attraversamento emotivo fatto di arte, parole, memoria e silenzi condivisi.

L’iniziativa, promossa insieme alle associazioni del territorio — tra cui Torniamo Umani, La Voce delle Donne, ARCI e Giovani per l’Europa — ha coinvolto cittadini, famiglie e giovani in un percorso che ha intrecciato letteratura e street art. Due mondi apparentemente distanti, ma che in fondo fanno la stessa cosa: provano a lasciare un segno. Cinque i murales protagonisti del cammino.
Cinque visioni differenti. Cinque modi di guardare il mondo.

Tra le tappe più intense c’è stata sicuramente The Donatrix di Kris Rizek, opera recentemente colpita da un atto vandalico. E lì il clima è cambiato. Perché davanti a quel muro deturpato non si stava osservando soltanto un dipinto ferito, ma qualcosa di più profondo: la fragilità della bellezza quando incontra l’incuria, l’ignoranza, la rabbia cieca.

Davanti all’opera è stata letta la fiaba di Cappuccetto Rosso dei Fratelli Grimm, richiamando la figura femminile rappresentata nel murale. Un accostamento potente, quasi inquieto. La voce della narrazione si è mescolata alle parole dell’assessore Adriana Russo, intervenuta con riflessioni dure e sentite sul gesto vandalico che ha colpito l’opera. E in quel momento il murale ha smesso di essere soltanto colore: è diventato ferita pubblica, simbolo di una comunità chiamata a scegliere da che parte stare.

Il percorso è poi proseguito davanti ai Tre Leoni di Emily Ding, accompagnati dal riferimento letterario ad Aslan delle Cronache di Narnia: figura maestosa, spirituale, quasi archetipica. Un richiamo alla forza, alla guida, alla possibilità di credere ancora in qualcosa di grande.

Spazio poi alla cultura pop con Jigen e Lupen di Procacci, murale che ha unito nostalgia e immaginario contemporaneo, strappando sorrisi e memoria collettiva a più generazioni.

Uno dei momenti più poetici della serata è arrivato davanti a Vola Via con Me di Alessandra Carloni. Qui le letture dedicate ai Viaggi di Gulliver hanno creato un’atmosfera sospesa, quasi onirica. Il murale sembrava suggerire una domanda silenziosa: quanto siamo ancora capaci di sognare senza vergognarcene?

Infine, l’opera firmata da Sock Wild Sketch & Tetalovb ha chiuso il percorso con un momento intenso e profondamente evocativo grazie alla presenza dello scrittore foggiano Ivan Losito, che ha recitato alcuni versi del Cantico delle Creaturedi San Francesco d’Assisi. E lì, tra le parole antiche e i colori contemporanei, il confine tra arte urbana e spiritualità si è fatto sottilissimo. In un’epoca dominata dallo scrolling compulsivo, dalla fretta e dai contenuti consumati in pochi secondi, eventi come questo sembrano quasi atti di resistenza culturale. Camminare insieme, fermarsi ad ascoltare, osservare davvero un’opera: cose semplici, eppure sempre più rare.

Stornara, almeno per una sera, ha deciso di rallentare. Di restituire voce ai muri.
Di ricordare che la cultura non vive soltanto nei libri chiusi sugli scaffali, ma anche nelle strade, nelle crepe, nei colori e negli occhi di chi ancora sceglie di fermarsi a guardare.

Salvatore Cuccia

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